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Mercato del Capo: tra il mercato storico e il patrimonio artistico

Il mercato del Capo, così come quello di Ballarò, nasce nel periodo musulmano. La zona del mercato, anticamente conosciuta come “Seracaldio”, alla sua nascita era più ampia e ricca.
La zona rappresenta la quarta parte della città vecchia, insieme al Cassaro, alla via Maqueda e alla parte nord occidentale dove si trovano i resti delle distrutte mura.

Mercato del capo Palermo

La storia del quartiere
Fu un quartiere molto popolare, costituito da molte viuzze abitate dal popolino. L’ingresso del mercato del Capo si trova in corrispondenza di porta Carini, antica porta di Palermo in via Volturno. Da questo punto in poi si entra in “via Porta Carini”, dove ha sede il mercato del Capo.

Lo stile è identico a quello del mercato di Ballarò, con la via principale e le viuzze invase da banconi, ceste, balate di marmo, frutta, verdura, pesce, tende e ombrelloni colorati, odori e sapori e tanta vita animata dalla famosa “abbanniata” (vociare) dei venditori.
Anche in questo quartiere vi è una lunga serie di tesori architettonici monumentali di grande rilievo culturale, cominciando dall’antica Porta Carini.

Il capo e i suoi tesori artistici
Ecco un elenco dettagliato di questo favoloso patrimonio: palazzo Galletti di Santa Marina in via Celso 21; la piazzetta del Cancelliere; i resti della chiesa di San Paolino dei Giardinieri del tardo cinquecento; la Chiesa di Santa Maria di Montevergine; la Chiesa dei Tre Re; la chiesa di Sant’Agata alla Guilla; il palazzo del castello di Sant’Idoro; la Chiesa dei Santi Martiri alla Guilla; la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, la Chiesa di Santa Maria di Gesù.
Nel rione del Papireto, si trovano: il palazzo Ljermo; il Monastero e la Chiesa delle Cappuccinelle; la porta D’Ossuna; la Chiesa del Noviziato; il Bastione D’Aragona.


Nel Rione di porta Carini: la Chiesa di San Gregorio; la Chiesa di Sant’Ippolito; la Chiesa dell’Immacolata Concezione; la Chiesa di Santa Rita detta anche di Sant’Agostino; la Chiesa di Sant’Anna al Capo; la Chiesa di San Marco; il Convento Agostiniano; il Monte di Pietà per il pignoramento dei preziosi; il Convento e la Chiesa dello Spirito Santo; l’Oratorio di Santo Stefano; l’Oratorio di Sant’Onofrio.


Oltre l’enorme patrimonio monumentale si aggiungono una lunga serie di palazzi nobiliari, appartenuti ai nobili del tempo. Alcuni di essi sono ancora in buono stato, altri giacciono in condizioni di degrado.
Un totale recupero artistico e culturale è però in atto.

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