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Chiesa Santa Maria dell’ammiraglio: un lungo percorso artistico

Chiesa Santa Maria dell’ammiraglio è sita in Piazza Vincenzo Bellini di fronte alla Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto. La chiesa, altrimenti detta chiesa della Martorana, ha sede in un piano rialzato ed è stata edificata intorno al 1143 da Giorgio Antiochieno, grande ammiraglio di re Ruggero. Nel XIII e XIV secolo fu sede della Corte Pretoriana di Palermo.

Chiesa Santa Maria dell’ammiraglio o Martorana: tra manomissioni e opere d’arte

Nell’anno 1282, a seguito della guerra del Vespro e dell’assedio di Messina, baroni e sindaci delle città siciliane giurarono fedeltà a Pietro d’Aragona, incoronato re di Sicilia. La Chiesa subì nei secoli diverse manomissioni, la prima nel 1588 con la demolizione della facciata principale mentre nel periodo tra il 1783 e il 1786 venne abbattuto l’abside centrale con i mosaici in esso contenuti. In seguito all’abbattimento venne costruito l’attuale presbiterio e le monache fecero scavare un cunicolo che collegava la chiesa al palazzo Guggino Bordonaro, che si affacciava nel Cassaro (attuale corso Vittorio Emanuele).

Alla fine del 1800 alcune parti del vecchio edificio vennero ricostruite, distruggendo però alcune opere barocche di pregevole fattura. L’attuale facciata è un mix di diversi stili, i più evidenti sono lo stile barocco, predominante in una delle facciate e lo stile Arabo Normanno che caratterizzava la cupoletta tipicamente fatimita di colore rosso. L’interno della chiesa si divide in tre navate, una centrale e due laterali in stile Gotico Normanno Siculo, sostenute da otto colonne di granito orientale con basi e capitelli di forme diverse, dieci archi acuti senza travatura a sostegno della volta e valorizzati da mosaici figurativi. Le mura basse sono ornate da porfido verde antico, da marmi e da pregevoli pietre.

Chiesa Santa Maria dell’ammiraglio: tra mosaici e dipinti pregiati

La volta è ornata da mosaici che raffigurano la vita di Gesù Cristo e i Santi. Nella volta ogivale ad O si trovano alcuni mosaici Normanni e dei quadri raffiguranti “Il Transito della Vergine” a destra e “La Nascita del Redentore” a sinistra. Ammirevoli le figure degli Apostoli nelle volte delle campate laterali mentre nelle calotte degli absidi si trovano a destra Sant’Anna e a sinistra San Gioacchino. Nella parte ricostruita in seguito alle manomissioni, trovano posto gli affreschi che decorano le volte chiuse delle diverse campate, opera del pittore fiammingo Guglielmo Borremans Senior e che raffigurano scene della vita di Gesù. Al centro troviamo “La circoncisione”, “L’Adorazione dei Magi”, e “La disputa tra i Dottori mentre a sinistra si trova l’affresco “Gesù alle nozze di “Cana”.

All’ingresso della Chiesa si osservano due quadri mosaici trasportati dalla parete interna della facciata distrutta, a destra re Ruggero in dalmatica che riceve la corona dal Salvatore, a sinistra Giorgio Antochieno prostato e in preghiera ai piedi della Vergine. Accanto si trova la Cappella della Madonna del Rosario con relativo dipinto ad opera di Giuseppe Salerno, altrimenti detto “lo Zoppo di Ganci”. Nel Palco del coro la volta è stata affrescata da Guglielmo Borremans che ha raffigurato la vita di San Benedetto.

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